SPORT E MEMORIA
La Scuola “Atletica Berradi 091” a Cracovia per il "Giorno della Memoria" 27 Gennaio - 2 Febbraio 2010
Una piccola delegazione guidata dall'olimpionico Rachid Berradi ha visitato in occasione del “giorno della memoria”(invitata dall'associazione Terra del Fuoco) la città polacca sede dei campi di sterminio di Plaszow e Auschwitz negli anni bui della II guerra mondiale
La piccola delegazione palermitana formata dai giovani Giovanni ed Antonio Farina, Sonia Lo Coco e Pietro Giovanni Vasquez pilotati proprio dal Presidente del neo-sodalizio sportivo; ma vediamo le parole che Rachid ci ha inviato subito dopo la loro esperienza “E' stata un'esperienza veramente forte, difficile da raccontare. Quando arrivi in un campo di sterminio e ti rendi conto che tutto ciò è accaduto realmente e che peggio ancora potrebbe riaccadere considerando l'omofobia e la xenofobia che ci circonda oggi. Io provavo vergogna nel sentire freddo con tutti quei vestiti addosso, pensando a quei poveri uomini nudi sulla neve gelida. Credo che le sensazioni descrivano e rendano molto più delle parole in questi casi”. Belle le parole di uno dei quattro ragazzi, Giovanni Marquez, che ci ha lasciato una sentitissima testimonianza “ Sono partito per Cracovia grazie al progetto organizzato dall'associazione “Terra del Fuoco”, una ONG promossa da un movimento di giovani per il sostegno al processo di integrazione europea. Sostenendo un' idea di Europa basata sulla dignità e i diritti delle persone, Terra del Fuoco crede che la costituzione di un soggetto sovranazionale, federale e solidale sia l' obbiettivo generale dei giovani del XX secolo. La costruzione dell' Europa può creare un esempio per le altre aree geografiche, nonché una struttura riequilibrante per il mondo intero. Grazie a questo gruppo ed a Rachid ho imparato qualcosa di veramente importante per la mia vita. Non immaginavo di trovarmi di fronte a una realtà così brutta e prendere coscienza che tutto ciò che ho sempre letto sui libri sia realmente accaduto; ed una volta fatta l'esperienza posso semplicemente dire che ne è valsa la pena. Il messaggio che voglio lasciare alle persone che leggeranno questo pensiero è che, andando in questi campi di concentramento, ti rimane una cosa che non riesci a togliere e che porterai per sempre con te.
Matteo Giammona








